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Incapacità di riconoscere persone e cose

Consigli sulla perdita di memoria dei nostri cari

“Quando vado a trovare mia moglie in ospedale, lei parla di me e di cose che abbiamo fatto insieme, come se stesse parlando di me con qualcun altro. La cosa mi rattrista, ma al tempo stesso mi rendo conto che lei non mi ha affatto dimenticato. Io sono sempre nel suo cuore, soltanto che il suo cervello non mi riconosce”.

Quando una persona non riesce a riconoscere le persone e gli oggetti, possiamo pensare che si tratti di un problema di memoria, di uno stato confusionale o della vista. In alcuni casi è proprio così. C’è però un’altra possibilità: la difficoltà potrebbe essere dovuta al fatto che, suo malgrado, non riesce a collegare e dare un senso a ciò che vede e ciò che ricorda: i due tipi di informazioni non coincidono più. Questo problema viene anche definito “agnosia”.

La conseguenza è che a volte non riconosce le persone o usa gli oggetti in modo improprio; questo può rendergli la vita molto difficile e aumentarne l’isolamento e la paura, in quanto i familiari vengono percepiti come estranei.

Tutto ciò può essere motivo di inquietudine per le altre persone, che osservano un comportamento strano e di tristezza per gli amici più stretti e i parenti, specialmente quando il soggetto non li riconosce. Tuttavia, è spesso possibile aiutarlo a capire chi sono le persone, che cosa sono gli oggetti e come si usano.

 

Come affrontare l’incapacità di riconoscere persone e cose?

  • Spiegare che cos’è un oggetto e chi è una determinata persona, se ci sembra necessario.

Per quanto riguarda gli oggetti, può darsi che la soluzione più semplice sia quella di dargli la cosa giusta e spiegargli o fargli vedere come si usa, senza sottolineare l’errore. Se non accetta la nostra spiegazione, non serve a nulla discutere. D’altro canto, è utile talvolta segnalare le diverse caratteristiche dell’oggetto o delle persone (il colore, la forma, il timbro della voce, ecc.).

Se la persona affetta da demenza non riconosce qualcuno o confonde i nomi delle persone in una conversazione, si può provare a spiegargli chi sono veramente – ed è quello che di solito facciamo automaticamente. Non sempre però è necessario, perché il risultato può essere quello di porre l’accento sull’errore. Inoltre, poiché è probabile che dimentichi pochi secondi dopo, può essere anche fatica sprecata.

È perciò preferibile rispettare il suo modo di vedere, ignorare l’errore e prestare attenzione a quello che vuole dire. Se non riconosce qualcuno, può sentirsi impaurito o preoccupato; in tal caso, l’importante è dargli sicurezza. In fin dei conti, se non riesce a riconoscere una persona familiare, si deve sentire come circondato da estranei e non sa nemmeno se di questi estranei può fidarsi.

  • Dargli l’oggetto giusto, se lui ha preso quello sbagliato
  • Rispettare il suo modo di vedere, evitando correzioni inutili
  • Non enfatizzare l’errore
  • Cercare di non offendersi se non ci riconosce

Non essere riconosciuti è una cosa che ci può ferire profondamente, ma dobbiamo ricordare che ciò non significa necessariamente che la persona affetta da demenza ci ha dimenticato o ci rifiuta. È infatti possibile che possegga teneri ricordi di noi e senta la nostra mancanza, anche se noi siamo presenti.

 

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