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Assistenza anziani Roma

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Sollevare e muovere l’anziano

La capacità di spostarsi autonomamente garantisce al malato l’opportunità di fare esercizio, rimanere in forma e mantenere un certo grado di indipendenza. Passeggiare e svolgere una qualsiasi attività fisica migliora la circolazione e promuove un senso generale di benessere.

La ginnastica, inoltre, aiuta a contrastare l’irrigidimento delle articolazioni, la diminuzione delle masse muscolari e la decalcificazione ossea. Può accadere che il malato non sia interessato a muoversi e che quando gli suggeriamo di fare qualcosa abbia difficoltà a capire. A rendere difficoltoso il movimento possono poi contribuire vari problemi fisici. Tuttavia, con la perseveranza e l’incoraggiamento possiamo riuscire a mantenerlo attivo e più indipendente. Anche l’assistenza potrebbe diventare meno faticosa e meno impegnativa a livello emotivo.

 

Quando l’anziano non è motivato a muoversi o trova difficile alzarsi dalla sedia, può essere necessario incoraggiarlo e aiutarlo. Talvolta può aver bisogno di incoraggiamento anche per portare a termine un’azione già iniziata. È utile stimolarlo ogni tanto con frasi del genere: “Molto bene, adesso attaccati alla maniglia” oppure: “Ce l’hai quasi fatta, coraggio!”. Se trova difficile camminare o compiere una determinata azione, possiamo cercare di scomporla in movimenti più semplici. Questo richiederà più tempo, ma dovremo evitare di fargli premura.

Non deve sorprendere il fatto che alcuni di essi non collaborino quando si cerca di farli camminare. È possibile che non capiscano le nostre intenzioni o che non amino essere trattati come un oggetto. Se ci avviciniamo in modo calmo, rilassato, sorridendo e gli spieghiamo lentamente ciò che pensiamo di fare, con ogni probabilità lo troveremo più collaborativo.

Anche se non comprende quello che gli stiamo dicendo, il tono della nostra voce e l’espressione del volto gli sembreranno rassicuranti. Si può anche cercare di spiegargli ciò che intendiamo in modo diverso, ad esempio mimando l’azione o guidando con delicatezza i suoi movimenti. Talvolta semplicemente è possibile che non si senta di alzarsi: allora è preferibile lasciarlo stare per un po’ e riprovare più tardi. Aiutare ad alzarsi qualcuno che non vuole farlo diventa un compito inutilmente arduo e faticoso.

Per far ciò necessario sincerarsi che il pavimento non sia scivoloso, non ci siano per terra tappetini flosci, fili elettrici o altro; che non ci siano in giro mobili traballanti o oggetti che possano ostacolare il movimento o causare incidenti. Gli anziani tendono ad essere malfermi sulle gambe e talvolta hanno problemi di vista. Bisogna assicurarsi che né noi né lui abbiamo ai piedi scarpe che scivolano.

Corrimano o maniglie di sostegno su entrambi i lati delle scale e in alcune stanze (ad esempio nel bagno e accanto al water) sono certamente utili. Anche il girello può essere di aiuto. È bene, se possibile, modificare i mobili in modo che non creino problemi: ad esempio aumentare l’altezza della sedia e della testata del letto, rialzare la seduta del water.

 

Non bisogna mai cercare di trasportare una persona da soli, perché potremmo danneggiare seriamente noi stessi e lui. Anche sorreggere qualcuno che è molto pesante e non collabora può essere rischioso, se non si usa la massima attenzione.

Ecco perché è importante chiedere consiglio ad un fisioterapista o ad altro professionista sul modo più sicuro di sollevare e sorreggere una persona. Le seguenti indicazioni possono essere utili, ma è bene assicurarsi che ci sia sempre qualcuno che ci possa aiutare.

Posizioniamoci a gambe leggermente divaricate e con i piedi saldamente piantati per terra. Pieghiamoci sulle ginocchia e sulle anche. Cerchiamo di stare molto vicino alla persona e spieghiamole che cosa deve fare. Dobbiamo agire sempre lentamente e non sollevarla finché non siamo perfettamente a posto.

Per non danneggiare la colonna vertebrale, dobbiamo cercare di evitare movimenti di torsione, modificando eventualmente la posizione dei mobili o procedendo per gradi.

Non dobbiamo mai tirare per le braccia l’altra persona, poiché potremmo danneggiarle le spalle.

  • Infine, accertiamoci in anticipo che lo spazio circostante sia sufficiente e che non vi siano ostacoli sul percorso. Se in qualsiasi momento ci accorgiamo che lo sforzo è eccessivo dobbiamo fermarci e chiedere aiuto.

Aiutare una persona ad alzarsi dalla sedia:

È più difficile sollevarsi da una sedia bassa. Se la sedia è troppo bassa per l’anziano, può essere utile mettervi sopra un cuscino. Una sedia con solidi braccioli lo aiuterà a far da solo più a lungo.

Per prima cosa, dobbiamo invitare il malato a tirarsi avanti, verso il bordo della sedia. Deve tenere i piedi fermi a terra, uniti e leggermente indietro. Se può collaborare, possiamo aiutarlo in questo modo: mettiamoci a lato della sedia e afferriamogli la mano dalla nostra parte, palmo contro palmo; con l’altra mano prendiamolo saldamente sotto l’ascella opposta. Ora possiamo reggerlo mentre si alza.

Se invece non è in grado di collaborare, è meglio che ci mettiamo di fronte a lui, gli facciamo posare le braccia sulle nostre spalle (non attorno al collo) e appoggiamo le nostre mani sul suo dorso, all’altezza della vita. Le nostre ginocchia devono essere contro le sue e i nostri piedi bloccare i suoi. Se sentiamo che lo sforzo è eccessivo, è meglio non proseguire. La cosa migliore in tal caso è di lasciare seduto e cercare un aiuto.

Aiutare una persona a scendere dal letto:

Aiutiamolo a spostarsi verso il bordo del letto, dalla parte dove siamo noi. Facciamogli sollevare le gambe e facciamogliele spostare fuori dal letto, fino a che si metta seduto con i piedi appoggiati saldamente a terra. Procediamo poi come per aiutarlo ad alzarsi dalla sedia.

 

Aiutare una persona ad alzarsi da terra

Se invece si trova a terra in seguito a una caduta, accertiamoci anzitutto che non si sia fatto male. Se pensiamo che sia ferito, dobbiamo cercare di metterlo comodo e poi cercare aiuto.

Se non è ferito possiamo aiutarlo ad alzarsi in questo modo: mettiamogli accanto una sedia robusta; aiutiamolo a inginocchiarsi e a mettere una mano sulla sedia, appoggiandosi ad essa. Ora con una mano afferriamo la sua e con l’altra prendiamolo sotto il braccio vicino al tronco; poi incoraggiamolo a fare pressione con la mano che tiene appoggiata sulla sedia, mentre noi lo aiuteremo ad alzarsi in piedi.

Se ci riesce difficile, è meglio non insistere perché potremmo fargli più male che bene. Se è incapace di collaborare o è troppo pesante (e il pavimento è caldo e confortevole), gli daremo una coperta e un cuscino e lo lasceremo lì finché non avremo trovato aiuto.

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Legame occhi-reni

Quando si è affetti da patologie renali in fase avanzata o da insufficienza renale, possono insorgere problemi agli occhi senza, però, dare alcun segnale di preavviso. Pertanto, è molto importante fare dei controlli oculistici periodici che possano valutare la funzionalità della vista e la salute dell’occhio, per evitare di comprometterla in maniera permanente.

Occhi secchi, rossi e doloranti. Sono questi i sintomi che possono insorgere quando vi è una disfunzione della lacrimazione: la causa è da ricercarsi in un eccesso di calcio e di fosfato che, depositandosi negli occhi, causano irritazione.

Spesso, sono proprio le malattie renali a causare questi disturbi che possono colpire la congiuntiva, la cornea e la sclera. Dunque, può essere utile controllare i livelli ematici di calcio e fosfato e mantenere gli occhi umidi con gocce oculari lubrificanti. Ovviamente, non sono solo le malattie renali a causare questi sintomi. Per questo motivo, è necessario consultare un oculista per trovare la giusta causa. È bene però sottolineare che vi sono anche altre patologie che possono essere determinate da malattie renali, in particolare:

  1. Retinopatia diabetica– Si verifica quando il diabete e/o l’ipertensione arteriosa danneggiano i piccoli vasi sanguigni nella retina. La retinopatia diabetica progredisce nel tempo e non si manifesta con sintomi fino a quando la visione non ne risente. A volte i vasi danneggiati formano un tessuto cicatriziale che causa distacco della retina. Il distacco della retina può portare a perdita della vista o cecità e deve essere trattato immediatamente. Se si verificano improvvisi cambiamenti della vista come luci lampeggianti o punti scuri, il consiglio è di rivolgersi immediatamente al medico o all’ospedale.
  2. Glaucoma– Si verifica quando il liquido si accumula all’interno dell’occhio, senza essere ben drenato: ciò causa un aumento della pressione intraoculare che va a premere sui i vasi sanguigni che portano ossigeno e sostanze nutritive al nervo ottico posizionato nella parte posteriore dell’occhio. In questi casi, il rischio che il nervo ottico si danneggi è molto alto. Non è un caso, dunque, che si verifichi una perdita della vista parziale o totale. E, purtroppo, l’ipertensione e il diabete possono essere fattori di rischio per il glaucoma, così come la stessa dialisi.
  3. Edema  oculare– Quando vi è insufficienza renale, i reni non riescono a filtrare il sangue in modo ottimale, così come a regolare la pressione sanguigna. Generalmente, filtrando il sangue, l’eccesso di acqua viene eliminato dai tubuli renali. Quando i tubuli renali sono danneggiati, però, i filtri smettono di funzionare al meglio, determinando un accumulo di liquidi alla base dell’edema oculare. Solitamente l’edema si manifesta a livello degli occhi che, soprattutto al mattino, appaiono gonfi. Il disturbo passa poi a livello degli arti, specialmente quelli inferiori e, man mano che la malattia peggiora, a tutto il resto del corpo.

Ovviamente, solo un esame accurato della vista mostrerà eventuali disturbi visivi o malattie degli occhi. Tra i segni che potrebbero indicare disturbi di questo tipo troviamo sicuramente:

  • Visione sfocata, doppia o appannata
  • Dolore o pressione in uno o entrambi gli occhi
  • Problemi nel vedere le cose con la coda dell’occhio
  • Luci fluttuanti o lampeggianti
  • Punti neri nel campo visivo

Controllare l’ipertensione e il diabete è dunque fondamentale, sia per i reni sia per gli occhi. Seguire le raccomandazioni del proprio medico per dieta, esercizio fisico, controlli periodici e assunzione di farmaci è altrettanto importante per mantenere un equilibrio anche quando si è affetti da una malattia cronica e debilitante.

Insomma, controllare i livelli di glucosio e la pressione del sangue è un modo per prendersi cura anche dei propri occhi! Ovviamente, anche smettere di fumare è un passo indispensabile, per scongiurare il rischio di cataratta e glaucoma.

 

 

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Generazioni a contatto: ecco come migliorano le potenzialità degli anziani

Studenti delle scuole superiori in ‘stage’ in una residenza sanitaria-assistenziale, dove incontrano gli anziani ospiti, parlano e interagiscono con loro, con uno straordinario risultato di scambio interpersonale e anche di riattivazione psichica negli ‘over 65′ ospiti della struttura. E’ il progetto portato avanti dal Centro geriatrico ‘Merry House ‘, in collaborazione con l’Istituto professionale socio-sanitario ‘Giulio Verne’ di Acilia (Roma), e che ha già coinvolto 16 ragazzi del quarto anno.

“Gli studenti, suddivisi in gruppi da quattro – spiega all’Adnkronos Salute Guido Lanzara, direttore sanitario di ‘Merry House’, centro polispecialistico che conta circa 200 posti letto – hanno la possibilità di condurre e sperimentare, per un totale di 6 settimane, la ‘vita di reparto’, in un Rsa che ospita soprattutto pazienti con demenza senile. Nell’ambito dei progetti scuola-lavoro è il primo in campo sanitario”.
“Negli ultimi anni ci siamo chiesti cosa fosse possibile fare in più rispetto alla gestione ‘di base’ dei nostri pazienti: abbiamo deciso di sperimentare una convenzione con l’istituto professionale socio-sanitario di Acilia (con studenti dai 13 ai 19 anni), portando i ragazzi in un ambiente comunque protetto, ma guidandoli in un percorso di crescita”, racconta.

“La mattina dalle 8.30 alle 13.30 – prosegue Lanzara – gli studenti vengono da noi, fanno un ‘briefing’ con i nostri specialisti e poi si dedicano ai pazienti. E’ stato incredibile vedere come giovani tutti ‘chat e smartphone’, e a prima vista poco interessati alla vita, abbiano invece abbandonato subito il telefonino e si siano gettati a capofitto nella relazione con gli anziani, proponendo idee, instaurando dialoghi, portando fotografie”.

Da parte loro, gli anziani ospiti della Rsa sono rifioriti: “Sotto il profilo tecnico i livelli di riattivazione psichica sono stati superlativi. Pazienti da tempo ‘lontani’ dalla realtà, privi di stimoli, hanno ritrovato nuova energia, si sono legati ai ragazzi, li cercano, si vestono a tono per accoglierli. Un circuito virtuoso che ci porta ad avere l’obiettivo di estendere questo bellissimo progetto di ‘enclave’ di affetto familiare”, conclude il medico.

Fonte: Adnkronos