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Diabete

I diabetici sono categorie protette?

 

Il lavoratore diabetico ha diritto al collocamento obbligatorio e alle agevolazioni delle categorie protette?

diabetici possono rientrare nelle categorie protette ed aver diritto ai relativi benefici, come il collocamento mirato e l’inclusione nelle quote di riserva per le assunzioni: tuttavia, non basta avere il diabete per far parte delle categorie protette, ma è necessario che sia stata riconosciuta una determinata percentuale d’invalidità.

Chi sono le categorie protette

Fanno difatti parti delle categorie protette, o meglio sono destinatari delle norme sul collocamento obbligatorio, o mirato:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa (invalidità) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

I diabetici sono categorie protette, dunque, se possiedono i requisiti elencati.

Rientrano tra le categorie protette e sono soggette a una particolare tutela anche:

  • gli orfani ed i coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;
  • i coniugi ed i figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;
  • i profughi italiani rimpatriati;
  • i familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Per poter beneficiare dei vantaggi offerti dal collocamento obbligatorio, è necessario che il lavoratore rientrante nelle categorie protette si iscriva nell’apposito elenco, tenuto dagli uffici competenti. Per l’iscrizione nell’elenco è necessario lo stato di disoccupazione.

Diabete e invalidità per rientrare nelle categorie protette

Ci si chiede, a questo punto, qual è la percentuale d’invalidità riconosciuta per il diabete. In realtà non esiste una percentuale unica, ma dipende dal tipo di patologia riscontrata. Vediamo che cosa prevedono, in merito al diabete, le linee guida Inps per il riconoscimento dell’invalidità:

  • diabete mellito con complicanze gravi: dal 91% al 100%;
  • diabete mellito scompensato con complicanze di grado moderato: dall’81% al 90%;
  • diabete mellito in mediocre compenso con complicanze di grado moderato: dal 71% all’80%;
  • diabete mellito in buon compenso con complicanze di grado moderato: dal 61% al 70%;
  • diabete mellito scompensato con complicanze di grado lieve: dal 51% al 60%;
  • diabete mellito in mediocre compenso con complicanze di grado lieve: dal 41% al 50%;
  • diabete mellito tipo 2 insulino trattato non complicato scompensato: dal 31% al 40%;
  • diabete mellito in buon compenso con complicanze di grado lieve: dal 21% al 30%;
  • diabete mellito tipo 1 in mediocre compenso glicemico e/o con complicanze solo strumentalmente rilevate: dall’11% al 20%;
  • diabete mellito tipo 2 insulino trattato e diabete mellito tipo 1 non complicato: dal 6% al 10%;
  • diabete mellito tipo 2 non complicato: dallo 0 al 5%.

In base a quanto osservato, la percentuale d’invalidità e, quindi, la possibilità di rientrare nelle categorie protette dipendono dal tipo di diabete diagnosticato.

Come fare domanda d’invalidità per il diabete

Per ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, la maggiorazione dei contributi o uno dei trattamenti d’inabilità, non basta che il medico curante diagnostichi il diabete, ma bisogna che l’invalidità derivante dal diabete sia riconosciuta da parte di un’apposita commissione medica.

La procedura per ottenere il riconoscimento dell’invalidità, riassunta a grandi linee, è la seguente:

  • recarsi dal proprio medico curante per ottenere il certificato medico introduttivo, con cui diagnostica l’invalidità; questo certificato deve essere da lui trasmesso all’Inps in via telematica; il medico deve rilasciare una ricevuta col numero di protocollo;
  • inviare domanda d’invalidità dal sito dell’Inps (o tramite patronato), tramite i servizi per il cittadino (se si possiede il pin, la carta nazionale dei servizi o l’identità digitale spid);
  • presentarsi alla visita medica presso la commissione, che dopo attenta valutazione, redigerà un verbale con cui riconosce, o meno, una determinata percentuale d’invalidità.

 

 

Copyright www.laleggepertutti.it   Articolo di Noemi Secci

Anziani: per vivere meglio, mangiare bene, anche a Natale!

Per molti anziani il diabete costituisce un problema da dover quotidianamente fronteggiare facendo particolare attenzione a seguire una dieta sana che permetta di mantenere normali livelli di glucosio.
Per questo, le feste di Natale e le tavole ricche di dolci e piatti calorici di certo aumentano la difficoltà di gestione per gli anziani di cosa mangiare e cosa no.
E’ bene dunque, per evitare grosse rinunce e valori di glucosio anomali, “giocare d’anticipo”.
Vediamo in che modo l’anziano diabetico può essere assistito e aiutato anche a tavola durante le feste, sia dai familiare che dalla stessa badante se presente.
Per prima cosa, la mattina che precede un pasto particolarmente abbondante è bene che il diabetico cerchi di stabilizzare il più possibile la glicemia con una dieta ben bilanciata basata su proteine “magre”.
La badante potrebbe quindi per lui preparare una colazione diversa, a base di frutta fresca e cereali integrali. Sempre nella fase preparatoria si può consigliare la preparazione di un piatto da portare alla festa, meno calorico e più sano.
Durante il pranzo in famiglia è bene che l’anziano con il diabete cerchi di riempirsi il piatto con pochi cibi voluminosi e ricchi di fibre, senza dover cioè rinunciare al gusto e ai sapori dei piatti tradizionali.
Anche il ritmo del pasto va tenuto sotto controllo. Fate sedere l’anziano vicino la persona che mangia più lentamente, così, tra una portata e l’altra potrà recuperare il piacere della conversazione con amici e parenti cercando di concentrarsi sulla sensazione di sazietà e di pienezza dello stomaco.
Mangiare lentamente significa anche assaporare meglio il cibo evitando di servirsene per una seconda volta.
Chiaramente anche chi soffre di diabete potrà concedersi una piccola porzione di dessert, e se proprio non si può resistere alla tentazione del panettone, basta mangiarne un boccone.
I diabetici, dunque, non si devono escludere dalle celebrazioni delle feste in famiglia, a patto che sia il medico ad aiutarli nella preparazione alla “tavola delle feste” con anticipo, senza troppi divieti e proibizioni che in genere producono solamente frustrazione e noia.
E’ ovvio che le accortezze qui descritte son valide non solo per le feste, ma anche per la gestione dell’alimentazione quotidiana.
Anche in questo caso, avere l’aiuto di una valida badante nella preparazione dei pasti permette all’anziano di alimentarsi correttamente tenendo sotto controllo il diabete più serenamente.