Cooperativa Sociale Sostenerti

Assistenza anziani Roma

06-64491625     328-7023754

Demenza

Cosa intendiamo con il termine demenza?

 

La demenza è una patologia che causa una diminuzione del funzionamento intellettuale. Il termine demenza è di solito usato nei casi di pazienti che presentano due o più funzioni vitali principali compromesse, tra le quali:

  • memoria
  • linguaggio
  • percezione
  • giudizio
  • ragionamento
  • controllo emotivo e comportamentale alterato
  • personalità alterata
  • capacità di problem solving ridotta o persa.

Cosa è la demenza senile?

Studi recenti hanno scoperto che quasi la metà di tutte le persone di 85 di età hanno una qualche forma di demenza. Anche se è comune nei soggetti molto anziani, la demenza non è una parte del normale processo di invecchiamento.

Come si classifica la demenza?

Ci sono diversi schemi di classificazione per la demenza in base ai problemi riscontrati nel paziente. La demenza è classificata in:

  • demenza corticale: memoria, linguaggio, pensiero, rapporti sociali, compromessi
  • demenza desottocorticale: emozioni, movimento, memoria, compromessi
  • demenza progressiva: abilità cognitive compromesse nel tempo
  • demenza primaria: deriva da una determinata malattia, come il morbo di Alzheimer
  • demenza secondaria: si verifica a causa di malattie o lesioni.

La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza senile nelle persone oltre i 65 anni di età. Questa patologia compromette quasi tutte le funzioni cerebrali, compresa la memoria, il movimento, il linguaggio, il giudizio, il comportamento e il pensiero astratto.

Demenza vascolare

La demenza vascolare è causata da danni al cervello e da problemi cardiovascolari o cerebrovascolari (ictus). Può anche derivare da malattie genetiche, endocardite (infezione di una valvola cardiaca), o angiopatia amiloide (un processo in cui la proteina amiloide si accumula nei vasi sanguigni del cervello, a volte causando ictus emorragico o “sanguinamento”). A differenza di persone con la malattia di Alzheimer, le persone con demenza vascolare spesso mantengono la loro personalità e normali livelli di reattività emozionale fino alle fasi successive della malattia. Le persone affette da demenza vascolare spesso vagano di notte e hanno altri problemi che si trovano comunemente nelle persone che hanno avuto un ictus, tra cui la depressione e l’incontinenza.

Tra i diversi tipi di demenza vascolare c’è la demenza vascolare multi-infartuale, causata da numerosi piccoli colpi nel cervello. Questa patologia in genere include molteplici aree danneggiate, chiamate infarti, insieme con lesioni estese alle fibre nervose del cervello. Poiché gli infarti riguardano zone isolate del cervello, i sintomi sono spesso limitati ad un lato del corpo o possono influenzare solo una o alcune funzioni specifiche, come il linguaggio.

Demenza di Lewy

La demenza di Lewy (malattia a corpi di Lewy) provoca la morte progressiva delle cellule della corteccia cerebrale. Si manifesta con episodi di agitazione e allucinazioni. I sintomi sono simili a quelli della malattia di Alzheimer.

Demenza fronto-temporale

Questo tipo di demenza presenta una forma apatica e una forma agitatoria con comportamenti inappropriati, ed è legata alla degenerazione delle cellule nervose nel cervello nei lobi frontali e temporali. I sintomi evidenti nei pazienti comprendono problemi di comportamento come:

  • aumento dell’appetito
  • comportamento compulsivo
  • problemi di capacità motorie
  • perdita di memoria.

Demenza associata ad HIV

Questo tipo demenza è dovuta ad un’infezione del cervello associata al virus HIV. I sintomi comprendono:

  • difficoltà di memoria
  • apatia
  • ritiro sociale
  • problemi di concentrazione
  • problemi di movimento

I farmaci contro l’AIDS ritardano l’insorgenza della demenza e possono aiutare a ridurre i sintomi.

La malattia di Huntington e la demenza

Questa è una malattia ereditaria causata da un gene difettoso. I figli di una persona con questa malattia hanno una probabilità del 50% di contrarla. La malattia causa la degenerazione in molte regioni del cervello e del midollo spinale. Si manifesta con movimenti coreiformi. I sintomi iniziano intorno ai 30, 40 anni di età e sono:

  • ansia
  • depressione
  • comportamento psicotico
  • scatti involontari
  • movimenti aritmici del corpo.

 

Demenza pugilistica

Questa demenza è anche chiamata sindrome del Boxer, ed è dovuta a lesioni traumatiche al cervello; sintomi comuni sono:

  • tremori
  • anomalie dell’andatura

Demenza secondaria

Le demenze secondarie sono l’effetto di altre malattie o condizioni come deficit di vitamine del gruppo B, uso di anticolinergici e traumi. Queste forme di demenza si verificano in pazienti con altri disturbi del movimento come il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla.

Demenza nei bambini

Le infezioni, i traumi e gli avvelenamenti possono portare alla demenza nei bambini. La malattia di Niemann-Pick, la malattia di Batten, la malattia di Lafora e altre anomalie mitocondriali portano alla demenza infantile.

Altre forme rare di demenza

Altre forme più rare di demenza includono:

  • Malattia di Gerstmann-Straussler-Scheinker: la **demenza in questa patologia insorge intorno ai 50 anni di età. La malattia può durare per diversi anni prima che i pazienti muoiano. Causa un’insonnia originata dai danni ad una regione del cervello chiamata talamo, che è in parte responsabile del controllo del sonno. L’insonnia progressiva conduce infine ad una totale incapacità di dormire. Essa può essere fatale nel giro di 7-13 mesi dopo l’inizio dei sintomi
  • Malattia di Niemann-Pick: è un gruppo di malattie ereditarie che influenzano il metabolismo e sono causate da specifiche mutazioni genetiche. I pazienti con malattia di Niemann-Pick non riescono a metabolizzare correttamente il colesterolo e gli altri lipidi. Di conseguenza, una quantità eccessiva di colesterolo si accumula nel fegato e nella milza e quantità eccessive di altri lipidi si accumulano nel cervello, causando i sintomi della demenza. Queste malattie in genere compaiono nei giovani in età scolare.
  • Malattia di Batten: è una malattia ereditaria del sistema nervoso che inizia durante l’infanzia. I sintomi sono collegati ad un accumulo di sostanze chiamate lipopigments nei tessuti del corpo. I primi sintomi includono cambiamenti di personalità e comportamento, apprendimento lento, goffaggine, o inciampare. Nel corso del tempo, i bambini affetti soffrono di ritardo mentale, convulsioni e perdita progressiva della vista e delle capacità motorie. Alla fine, i bambini con malattia di Batten sviluppano la demenza. La malattia è spesso fatale.
  • Malattia di Lavora: è una malattia genetica rara che provoca crisi epilettiche, demenza e disordini del movimento.

Quali condizioni possono causare demenza?

I medici hanno individuato molte altre condizioni che possono causare la demenza, tra le quali:

  • alcuni farmaci
  • problemi metabolici
  • ridotta capacità di assorbire la vitamina B12
  • carenze nutrizionali
  • disidratazione
  • meningite e encefalite
  • leucemia
  • AIDS
  • tumori cerebrali
  • esposizione a metalli pesanti
  • anossia: minore fornitura di ossigeno ai tessuti di un organo
  • età avanzata
  • genetica (familiarità)
  • fumo
  • alcol
  • arteriosclerosi
  • colesterolo alto
  • diabete
  • elevati livelli plasmatici di omocisteina

Come viene diagnosticata la demenza?

Spesso esistono demenze miste con più forme insieme, per la diagnosi può essere interpellato neurologo, geriatra o psichiatra indifferentemente, lo stile di vita attivo mentalmente e fisicamente aiutano nella prevenzione e nella cura, nelle forme avanzate spesso si deve ricorrere all’uso di antipsicotici, nelle demenze parkinsoniane può essere utile l’uso di dopaminergici.

La demenza viene diagnosticata mediante:

  • analisi storica della famiglia
  • esame fisico
  • valutazioni neurologiche
  • test cognitivi e neuropsicologici
  • scansioni cerebrali
  • esami dello stato mentale
  • elettroencefalogrammi
  • esami del sangue
  • valutazioni psichiatriche
  • test di odore-identificazione

 

La demenza può essere prevenuta?

La ricerca ha rivelato una serie di fattori che possono essere in grado di prevenire o ritardare l’insorgenza della demenza in alcune persone. Tra questi:

  • controllo dei livelli di glucosio tendono
  • impegno in attività intellettualmente stimolanti
  • vitamine del gruppo B
  • basso colesterolo
  • abbassamento della pressione sanguigna
  • esercizio fisico regolare

Come si cura la demenza?

La maggior parte dei trattamenti per la demenza possono ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia. Molti ricercatori stanno inoltre esaminando se questi farmaci possono essere utili per il trattamento dei diversi tipi di demenza. Molte persone affette da demenza, in particolare quelli nelle fasi iniziali, possono praticare alcune attività per migliorare le prestazioni del funzionamento cognitivo.

Test mnemonici, dispositivi di richiamo computerizzati, o prendere appunti possono servire loro. Molti studi hanno, inoltre, dimostrato che gli inibitori della colinesterasi aiutano a rallentare il declino delle funzioni mentali associate, e che possono contribuire a ridurre i problemi comportamentali.

Tuttavia, nessuno di questi farmaci può fermare o invertire il corso della demenza.

@Copyright www.pazienti.it

 

 

 

“Pronto badante”: sostegno a domicilio agli anziani in condizioni di fragilità

Per un anno ha funzionato in via sperimentale soltanto su Firenze e provincia, compreso il Valdarno fiorentino. Ora, alla luce del successo del progetto, è stato esteso a tutta la regione. È “Pronto Badante”, promosso dall’assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, un progetto che mette a disposizione delle famiglie toscane un servizio di sostegno rivolto alla persona anziana nel momento in cui cominciano a insorgere i primi problemi importanti legati alla vecchiaia, tali da mettere la persona in condizioni di fragilità.

Dal 1 giugno “Pronto badante” sarà attivo anche nel territorio del Valdarno aretino. Il progetto sarà coordinato sul territorio dalla Cooperativa Giovani Valdarno, che curerà la gestione di tre sportelli territoriali: a Montevarchi presso il centro polivalente “La Bartolea”, aperto giovedì 9 giugno; a Bucine presso la Rsa Fabbri Bicoli, mercoledì 1° giugno; e a Terranuova presso la Rsa di piazza Unità Italiana, venerdì 3 giugno.

Il principale canale di accesso al servizio resta il Numero Verde 800 59 33 88 (attivo da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle 18 e il sabato dalle ore 8 alle 13). Risponde un operatore che fisserà un intervento direttamente presso l’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendo così un punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con un badante.

Gli anziani che vivono soli o in famiglia, per poter accedere al servizio, devono avere almeno 65 anni; essere residenti in Toscana; trovarsi per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio; non avere già in atto un progetto di assistenza personalizzato con i servizi territoriali; non aver già stipulato un contratto di assistenza familiare con un badante.

Una volta contattato il Numero Verde, la richiesta viene inoltrata ad operatori autorizzati che si recheranno, entro massimo 48 ore, presso l’abitazione della persona anziana, alla quale potrà essere erogato un buono lavoro (voucher) di 300 euro, una tantum, per coprire fino a un massimo di 30 ore di lavoro occasionale regolare di un assistente familiare, per le prime necessità. L’operatore autorizzato assiste l’anziano e la famiglia anche nelle procedure on-line di Inps per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare, e fornisce un breve tutoraggio per aiutare la famiglia e l’assistente familiare nelle prime fasi dell’attivazione del rapporto.

Fonte: Valdarnopost.it

Cura collettiva per gli anziani. Arriva la badante di condominio.

Al via in forma sperimentale il primo tentativo di assistenza collettiva nella città di Pescara.
Operatrici specializzate si metteranno a disposizione per accudire e curare più persone malate di uno stesso palazzo. In questo modo, le famiglie potranno condividere i costi con un risparmio notevole sulla spesa complessiva per un’assistente privata.
L’iniziativa, già provata con successo da altri Comuni italiani, partirà tra 15 giorni con una sperimentazione gratuita in alcuni condomini ancora da scegliere. Lo ha annunciato ieri l’assessore alle politiche sociali Giuliano Diodati, durante la presentazione del progetto cui erano presenti il presidente Anaci (l’associazione degli amministratori di condominio) Marco Pierotti e la responsabile della cooperativa sociale Camelia Tiziana Cardarelli. «Abbiamo iniziato un percorso a tutela delle persone anziane e delle persone che vivono situazioni di maggior disagio», ha spiegato l’assessore, «questo progetto ci è stato presentato dalla cooperativa e noi abbiamo deciso di condividerlo anche con l’Anaci, con l’obiettivo di individuare dei condomini della città dove inizialmente verrà messa a disposizione una badante per quindici giorni in maniera assolutamente gratuita e in prova per essere di ausilio e di supporto, perché sono pochi i nuclei familiari che hanno degli anziani in casa e sono in grado di avere una badante fissa, per non parlare delle famiglie di soli anziani». «Con questa figura della badante di condominio», ha aggiunto l’assessore, «avremo una persona che potrà occuparsi di aiutare concretamente le famiglie per i bisogni quotidiani, come fare la spesa, accompagnare gli anziani dal medico, ad acquistare medicinali e avere un’assistenza in casa anche notturna e aiutarli, quindi, nella quotidianità cercando di ridurre i costi delle famiglie che non possono permettersi una badante».
In pratica, la badante di condominio lavorerà all’interno di uno stesso palazzo per l’intero arco della giornata, dividendosi tra i vari piani e le varie unità immobiliari, a seconda delle esigenze delle famiglie.
Le badanti potranno svolgere i seguenti servizi di assistenza a un malato o a un anziano: somministrazione di farmaci; igiene personale; preparazione di pasti; piccole pulizie domestiche; piccole commissioni, come fare la spesa, pagare le bollette, acquistare medicinali; accudire dei bambini in casa.
Ogni famiglia deciderà in maniera autonoma le ore che dovrà svolgere la badante nell’arco della settimana e pattuirà con lei il tipo di prestazione da effettuare in quei giorni. Sarà la cooperativa a fissare, in base al contratto nazionale di categoria, quanto dovranno pagare le famiglie.

Fonte: ilCentro

Allarme Alzheimer: in Italia sono 600mila gli anziani malati

Sono 600.000 i malati di Alzheimer in Italia e a causa dell’invecchiamento della popolazione sono destinati ad aumentare (l’Italia è il Paese più longevo d’Europa, con 13,4 milioni gli ultrasessantenni, pari al 22% della popolazione).
I costi diretti dell’assistenza in Italia ammontano a oltre 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie. Il costo medio annuo per paziente è pari a 70.587 euro, comprensivo dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale, di quelli che ricadono direttamente sulle famiglie e dei costi indiretti (gli oneri di assistenza che pesano sui caregiver, i mancati redditi da lavoro dei pazienti, ecc.).
È quanto emerge dalla terza ricerca realizzata dal Censis con l’Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), con il contributo di Lilly, che ha analizzato l’evoluzione negli ultimi sedici anni della condizione dei malati e delle loro famiglie.

Malati e caregiver invecchiano insieme. L’età media dei malati di Alzheimer è di 78,8 anni. Il 72% dei malati è costituito da pensionati. E sono invecchiati anche i caregiver impegnati nella loro assistenza: hanno mediamente 59,2 anni (avevano 54,8 anni nel 2006 e 53,3 anni nel 1999). Il caregiver dedica al malato di Alzheimer mediamente 4,4 ore al giorno di assistenza diretta e 10,8 ore di sorveglianza.

Ad assistere i malati sono soprattutto figli e badanti. Pur essendo sempre i figli dei malati a prevalere tra i caregiver, negli ultimi anni nell’assistenza al malato sono aumentati i collaboratori (35% nel 2015), soprattutto se il malato è maschio. Questo dato spiega anche l’aumento della quota di malati che vivono in casa propria, in particolare se soli con il coniuge o soli con la badante (aumentati dal 12,7% al 17,7%).

La badante rimane una figura centrale dell’assistenza al malato di Alzheimer: ad essa fa ricorso complessivamente il 38% delle famiglie. La presenza di una badante comporta conseguentemente un aumento di disponibilità di tempo libero del caregiver.

Più consapevolezza sulla malattia, ma tempi lunghi per la diagnosi. Il tempo medio per arrivare a una diagnosi resta elevato, pur essendo diminuito da 2,5 anni nel 1999 a 1,8 anni nel 2015.

Un’assistenza sempre più informale e privata. Diminuisce di 10 punti percentuali rispetto al 2006 il numero dei pazienti seguiti da una Uva o da un centro pubblico (56,6%). Si abbassa leggermente anche la percentuale di anziani che accedono ai farmaci specifici per l’Alzheimer: dal 59,9% al 56,1%. Ed è diminuito il ricorso a tutti i servizi per l’assistenza e la cura dei malati di Alzheimer. Ampio è invece il ricorso all’assistenza informale privata: i malati che possono contare su una badante sono il 38%. Alla badante si fa ricorso principalmente utilizzando il denaro del malato (58,1%). Ma rispetto al passato emerge il peso inferiore delle risorse del malato (nel 2006 rappresentavano l’82,3% delle risorse destinate alle badanti), che appaiono bilanciate da un più ampio ricorso all’indennità di accompagnamento e al denaro dei figli o del coniuge.

«Oggi l’obiettivo di una cura efficace per i malati di Alzheimer sembra essere più vicino, ma è importante che, oltre al frenetico lavoro degli scienziati, anche i sistemi sanitari e la società in generale riflettano su quale sia un possibile modello di gestione della patologia e delle sue ricadute socio-sanitarie», ha detto Eric Baclet, presidente e ad di Lilly Italia. «Siamo certi che, di fronte ai dati epidemiologici e all’impatto socio-economico di questa patologia, solo attuando uno sforzo sinergico tra tutti gli attori potremo trovare una strategia di azioni sostenibili, volte a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver: dalla prevenzione alla diagnosi certa, dai trattamenti farmacologi al percorso assistenziale adeguato ai bisogni», ha concluso Baclet.

fonte: http://www.vita.it/it/

Anziani e stili di vita: come allenare bene il corpo.

Per l’organismo degli anziani, l’attività fisica è di notevole importanza. Nel prendere in considerazione quale tipo sia loro consigliabile, occorre premettere che non ci sono regole adattabili a ogni tipo d’individuo della terza età. Questa difficoltà deriva innanzi tutto dal fatto che tra gli anziani vi sono soggetti il cui stato di salute è molto vario e che una percentuale abbastanza elevata di loro è affetta da una o più malattie.
E’ importante ricordare in ogni caso che l’esercizio fisico va affrontato ascoltando il proprio corpo, fermandosi immediatamente quando si avvertono delle resistenze o del dolore.
Cosa consigliamo:
– esercizi graduali ripetuti a più riprese, abbinati alla respirazione e alla distensione muscolare;
– fermarsi se si avverte dolore;
– semplici esercizi di ginnastica e riattivazione motoria meglio se fatti insieme;
– dedicare, se possibile, almeno 15 minuti al giorno alla camminata all’aria aperta.

In questo senso, l’aiuto di una buona assistente domiciliare, potrebbe essere anche finalizzato al sostegno non solo della normale deambulazione in casa, ma anche del giornaliero svolgimento di una attività motoria leggera.
Non dimentichiamoci infatti che l’attività fisica è una delle prime medicine e riduce notevolmente il rischio di mortalità per qualsiasi malattia.

Si ricorda in ogni caso che è necessario sempre e comunque consultare un medico prima di intraprendere un qualsiasi programma di attività fisica .

Anziani

Anziani
Voi anziani, fiore candido,
Lontano dalle altre piante,
Che secca piano piano,
Ditemi:
Quanti capelli bianchi avete?
Uno per ogni dolore,
Uno per ogni speranza.
Avete un cuore tenero
Pronto a offrire a tutti
Saggezza e umiltà, ma
Nessuno lo vuole.
Voi anziani, enorme libro
Dal valore inestimabile,
Siete una storia tutta da scoprire
E da tenere in fondo al cuore.
[Arianna G.]