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Sanità: aumenta il rischio di malnutrizione tra gli anziani

Erano 9 milioni nel 2012, sono diventati 11 milioni nel 2016, gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, e circa il 10% quelli costretti ad indebitarsi per rispondere ai propri bisogni di salute. In particolare sono gli anziani e giovani a non riuscire ad ottenere dal servizio pubblico le prestazioni di cui avrebbero bisogno. E’ la fotografia odierna del Censis-Rbm, presentata in occasione del Welfare Day. Sotto la lente ancora una volta i nonni, costantemente in bilico tra la difficoltà di scegliere la ‘pagnotta’ da mettere in tavola e cure mediche, visto la perdurante crisi economica. Le difficolta’ si manifestano anche con l’aumento dei problemi di salute tra cui la malnutrizione tra gli anziani – spiegano gli esperti riuniti a Roma al primo congresso nazionale della Società Italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), che stimano nella sola Europa, 33 milioni di persone siano a rischio di malnutrizione, e che circa 1 anziano su 2 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale.

“La malnutrizione negli anziani è una condizione molto comune e arriva ad interessare circa la metà delle persone over 65 al momento del ricovero in ospedale, un grave problema che ha un effetto a catena sulla salute e sul sistema sanitario” ha spiegato Maurizio Muscaritoli, Presidente Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (Sinuc), Professore Ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica Direttore Uod Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica Sapienza Università di Roma. “La scienza della nutrizione è progredita di pari passo alla medicina. Sappiamo che una corretta alimentazione è fondamentale per una buona salute, ma la comunità medica e i pazienti non sempre vi si rivolgono durante la fase di recupero da un problema di salute, come ad esempio la polmonite – ha concluso Alessandro Laviano, Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica, Sapienza Università di Roma”.

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