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IPERTENSIONE

                                                                               Ipertensione

 L’ipertensione è una patologia molto diffusa caratterizzata da pressione alta; se non curata, l’ipertensione aumenta con il rischio di patologie cardiovascolari e ictus, quindi è fondamentale. La pressione sanguigna è dovuta alle pulsazioni del cuore, che normalmente generano una spinta, o pressione, sufficiente a far scorrere il sangue in tutto il corpo; nell’ipertensione, tale spinta è superiore alle normali esigenze dell’organismo.

 

L’ipertensione arteriosa è una condizione frequente che, come hanno dimostrato molti studi epidemiologici, rappresenta un importante fattore di rischio di malattie vascolari (ischemia cardiaca quale angina e infarto, attacchi ischemici cerebrali e ictus, parkinson e demenza vascolare, aneurismi e arteriopatie obliteranti).

 

L’organizzazione mondiale della sanità consiglia il valore prudenziale di 120/80 mmHg, al posto della credenza ormai archiviata dei 100mmHg a cui sommare l’età.

La pressione sanguigna è dovuta alle pulsazioni del cuore, che normalmente generano una spinta, o pressione, sufficiente a far scorrere il sangue in tutto il corpo. L’ipertensione è causata da una spinta superiore alle normali esigenze dell’organismo. Le cause che scatenano l’ipertensione possono essere:

 

  • Obesità
  • storico genetico familiare caratterizzato da ipertensione
  • cibi salati
  • dieta povera di frutta e verdura
  • poco esercizio fisico
  • caffè
  • alcool
  • età uguale o maggiore a 65
  • stress
  • malattie renali
  • diabete
  • restringimento delle arterie
  • sindrome di Cushing (una condizione in cui il corpo produce un eccesso di ormoni steroidei)
  • lupus
  • assunzione di pillola contraccettiva orale
  • droghe

 

Quali sono i sintomi dell’ipertensione?

In alcuni rari casi, in cui una persona è soggetta a ipertensione, si possono verificare sintomi quali:

  • mal di testa persistente
  • visione offuscata o doppia
  • sangue dal naso
  • mancanza di respiro

Come è diagnosticata l’ipertensione?

La diagnosi di ipertensione si basa sulla misurazione della pressione arteriosa, eseguita da personale specializzato. La diagnosi di ipertensione inoltre si può verificare attraverso degli esami del sangue e delle urine. E’ importante servirsi di un misuratore della pressione sanguigna che sia affidabile e dia letture precise. I valori normali di pressione dovrebbero essere inferiori a 80-90 mmHg per la pressione minima e 120-140 mmHg per la massima.

 

L’ipertensione può essere prevenuta:

  • mangiando in modo sano
  • mantenendo un peso sano
  • facendo regolare esercizio fisico
  • bevendo alcolici con moderazione
  • riducendo la quantità di sale nel cibo
  • mangiando molta frutta e verdura
  • eseguendo terapie di rilassamento
  • gestendo dello stress con la meditazione o lo yoga
  • eseguendo terapie cognitivo-comportamentali

Come si cura l’ipertensione?

In natura i soggetti affetti da ipertensione possono combatterla sia con uno stile di vita sano, sia mediante combinazione di farmaci. La maggior parte dei farmaci usati per trattare l’ipertensione possono produrre effetti collaterali, come:

  • sonnolenza
  • dolori renali
  • tosse secca
  • vertigini
  • debolezza

Articolo a cura di Cardiologia, Nefrologia Curatore scientifico: Dr. Leon Bertrand

 

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Sanità: aumenta il rischio di malnutrizione tra gli anziani

Erano 9 milioni nel 2012, sono diventati 11 milioni nel 2016, gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, e circa il 10% quelli costretti ad indebitarsi per rispondere ai propri bisogni di salute. In particolare sono gli anziani e giovani a non riuscire ad ottenere dal servizio pubblico le prestazioni di cui avrebbero bisogno. E’ la fotografia odierna del Censis-Rbm, presentata in occasione del Welfare Day. Sotto la lente ancora una volta i nonni, costantemente in bilico tra la difficoltà di scegliere la ‘pagnotta’ da mettere in tavola e cure mediche, visto la perdurante crisi economica. Le difficolta’ si manifestano anche con l’aumento dei problemi di salute tra cui la malnutrizione tra gli anziani – spiegano gli esperti riuniti a Roma al primo congresso nazionale della Società Italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), che stimano nella sola Europa, 33 milioni di persone siano a rischio di malnutrizione, e che circa 1 anziano su 2 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale.

“La malnutrizione negli anziani è una condizione molto comune e arriva ad interessare circa la metà delle persone over 65 al momento del ricovero in ospedale, un grave problema che ha un effetto a catena sulla salute e sul sistema sanitario” ha spiegato Maurizio Muscaritoli, Presidente Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (Sinuc), Professore Ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica Direttore Uod Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica Sapienza Università di Roma. “La scienza della nutrizione è progredita di pari passo alla medicina. Sappiamo che una corretta alimentazione è fondamentale per una buona salute, ma la comunità medica e i pazienti non sempre vi si rivolgono durante la fase di recupero da un problema di salute, come ad esempio la polmonite – ha concluso Alessandro Laviano, Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica, Sapienza Università di Roma”.

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Anziani: per vivere meglio, mangiare bene, anche a Natale!

Per molti anziani il diabete costituisce un problema da dover quotidianamente fronteggiare facendo particolare attenzione a seguire una dieta sana che permetta di mantenere normali livelli di glucosio.
Per questo, le feste di Natale e le tavole ricche di dolci e piatti calorici di certo aumentano la difficoltà di gestione per gli anziani di cosa mangiare e cosa no.
E’ bene dunque, per evitare grosse rinunce e valori di glucosio anomali, “giocare d’anticipo”.
Vediamo in che modo l’anziano diabetico può essere assistito e aiutato anche a tavola durante le feste, sia dai familiare che dalla stessa badante se presente.
Per prima cosa, la mattina che precede un pasto particolarmente abbondante è bene che il diabetico cerchi di stabilizzare il più possibile la glicemia con una dieta ben bilanciata basata su proteine “magre”.
La badante potrebbe quindi per lui preparare una colazione diversa, a base di frutta fresca e cereali integrali. Sempre nella fase preparatoria si può consigliare la preparazione di un piatto da portare alla festa, meno calorico e più sano.
Durante il pranzo in famiglia è bene che l’anziano con il diabete cerchi di riempirsi il piatto con pochi cibi voluminosi e ricchi di fibre, senza dover cioè rinunciare al gusto e ai sapori dei piatti tradizionali.
Anche il ritmo del pasto va tenuto sotto controllo. Fate sedere l’anziano vicino la persona che mangia più lentamente, così, tra una portata e l’altra potrà recuperare il piacere della conversazione con amici e parenti cercando di concentrarsi sulla sensazione di sazietà e di pienezza dello stomaco.
Mangiare lentamente significa anche assaporare meglio il cibo evitando di servirsene per una seconda volta.
Chiaramente anche chi soffre di diabete potrà concedersi una piccola porzione di dessert, e se proprio non si può resistere alla tentazione del panettone, basta mangiarne un boccone.
I diabetici, dunque, non si devono escludere dalle celebrazioni delle feste in famiglia, a patto che sia il medico ad aiutarli nella preparazione alla “tavola delle feste” con anticipo, senza troppi divieti e proibizioni che in genere producono solamente frustrazione e noia.
E’ ovvio che le accortezze qui descritte son valide non solo per le feste, ma anche per la gestione dell’alimentazione quotidiana.
Anche in questo caso, avere l’aiuto di una valida badante nella preparazione dei pasti permette all’anziano di alimentarsi correttamente tenendo sotto controllo il diabete più serenamente.