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Assistenza anziani Roma

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Il cohousing: una valida alternativa per le famiglie in difficoltà?

Alcuni comuni in Veneto, Lombardia e Toscana stanno sperimentando una nuova forma di assistenza: il cohousing. La parola potrà essere sconosciuta ai più, ma in realtà si tratta della semplice condivisione della casa che se prima riguardava soltanto studenti universitari ora invece è diventata un’alternativa anche per persone più avanti con l’età, perché permette di risparmiare sulle spese.

Purtroppo un grande ostacolo nell’assistenza anziani è legato ad una questione puramente economica.

Il settore pubblico non riesce a fornire un servizio adeguato per tutte le famiglie e queste, d’altra parte, non hanno tutte la stessa disponibilità economica, molte sono costrette a dare ai propri anziani un servizio ridotto rispetto alle esigenze o ad affidarsi ai familiari che nei loro ritagli di tempo, li accudiscono ma a volte senza essere adeguatamente preparati.

Questi comuni invece hanno pensato a questi nuovo modo per fornire un servizio adeguato alle classi meno ricche, creare appartamenti ad hoc, comunali, in cui far convivere due – tre anziani, ma l’aspetto più interessante è quello delle badanti condominiali.

Ogni badante avrebbe un appartamento per sé e insieme riuscirebbero a coprire 24h di assistenza, alternandosi tra le varie inquiline.

In più ci sarebbero dei veri bandi sia per l’assegnazione delle case sia per le badanti, e questo dimostra come in Italia si stiano facendo passi da gigante riguardo la consapevolezza che la badante non è un lavoro per tutti, non ci si può affidare soltanto alla persona che ci sembra aver più bisogno o più simpatica, o a volte sul passaparola e basta, ma  la formazione è  indispensabile.

Riguardo gli appartamenti invece saranno forniti di micro-telecamera e per parlare direttamente con infermieri e medici, e in più ci saranno rilevatori di posizione, videocitofoni, telesoccorso e sistemi di misurazione automatica della pressione che monitoreranno gli anziani giorno e notte.

Il progetto è ancora in fase sperimentale ma sembra efficace e ben studiato, accompagnando la tecnologia al supporto umano e professionale di una badante. Le uniche cose che potrebbero lasciare perplesse sono che il cambio di casa a volte potrebbe essere un cambiamento troppo brusco per gli anziani più sensibili e che ora, per come è stata pensata cioè con solo due badanti a “condominio” (nonostante siano piccoli),  questa soluzione non potrà soddisfare le esigenze costanti degli anziani semi-autosufficienti o allettati, per cui una badante convivente che possa dedicarsi completamente all’anziano qui  rimane la scelta migliore .

 

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