Cooperativa Sociale Sostenerti

Assistenza anziani Roma

06-64491625     328-7023754

Anziani, 2,5 milioni scelgono la domiciliarità: ecco come cambia l’assistenza

ROMA – Case di riposo, assistenti familiari, assegni di cura, assistenza domiciliare: in Italia 2,5 milioni di anziani ricorrono alla domiciliarità, mentre poco più di 278 mila trovano assistenza nelle strutture.

Un modello questo che, secondo Auser, “sta mostrando forti limiti di inadeguatezza”. L’organizzazione ha monitorato il cambiamento dell’assistenza agli anziani nel nostro paese con un’indagine – “Domiciliarità e Residenzialità per l’invecchiamento attivo” – che fotografa “senza sconti” il cambiamento demografico in atto e come vengono assistiti gli anziani. La ricerca sarà presentata giovedì 9 febbraio alla Camera dei deputati.

Un cambiamento demografico, spiega Auser, che è già sotto i nostri occhi. In Italia nel 2011 le persone con più di 65 anni erano più di 12 milioni, il 20,5 per cento del totale della popolazione. E secondo i dati Eurostat siamo il paese europeo più vecchio, con oltre il 20 per cento della popolazione con oltre 65 anni. Le previsioni per il futuro, inoltre, non mostrano inversioni di tendenza: sempre secondo l’Istat, nel 2050 gli anziani saranno oltre 21 milioni, cioè il 34 per cento della popolazione.

Oltre a dati aggiornati su domiciliarità e residenzialità, il testo conterrà anche un pacchetto di proposte concrete su come affrontare l’invecchiamento della popolazione e garantire un efficace sistema di cura a lungo termine per gli anziani di oggi e per quelli di domani. Una serie di proposte che vanno dall’esigenza di rendere le città “amiche degli anziani”, a partire dalle abitazioni e passando per i quartieri, al garantire risorse adeguate agli enti territoriali e una serie di servizi e facilitazioni che possano rendere migliore la vita degli anziani.

A presentare lo studio, nella cornice della sala Aldo Moro di Montecitorio, oltre ai presidenti di Abitare e Anziani e Auser, Marco Di Luccio e Enzo Costa, e alla curatrice Claudio Falasca, anche Edoardo Patriarca, il presidente Inps Tito Boeri, il sociologo Andrea Volterrani, il presidente Regione Lazio Nicola Zingaretti (in attesa di conferma), Ivan Pedretti, Segretario Generale Spi Cgil e Susanna Camusso, Segretaria Generale Cgil. A moderare l’incontro sarà Giovanni Anversa, giornalista Rai.

© Copyright Redattore Sociale

Sanità: aumenta il rischio di malnutrizione tra gli anziani

Erano 9 milioni nel 2012, sono diventati 11 milioni nel 2016, gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, e circa il 10% quelli costretti ad indebitarsi per rispondere ai propri bisogni di salute. In particolare sono gli anziani e giovani a non riuscire ad ottenere dal servizio pubblico le prestazioni di cui avrebbero bisogno. E’ la fotografia odierna del Censis-Rbm, presentata in occasione del Welfare Day. Sotto la lente ancora una volta i nonni, costantemente in bilico tra la difficoltà di scegliere la ‘pagnotta’ da mettere in tavola e cure mediche, visto la perdurante crisi economica. Le difficolta’ si manifestano anche con l’aumento dei problemi di salute tra cui la malnutrizione tra gli anziani – spiegano gli esperti riuniti a Roma al primo congresso nazionale della Società Italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), che stimano nella sola Europa, 33 milioni di persone siano a rischio di malnutrizione, e che circa 1 anziano su 2 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale.

“La malnutrizione negli anziani è una condizione molto comune e arriva ad interessare circa la metà delle persone over 65 al momento del ricovero in ospedale, un grave problema che ha un effetto a catena sulla salute e sul sistema sanitario” ha spiegato Maurizio Muscaritoli, Presidente Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (Sinuc), Professore Ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica Direttore Uod Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica Sapienza Università di Roma. “La scienza della nutrizione è progredita di pari passo alla medicina. Sappiamo che una corretta alimentazione è fondamentale per una buona salute, ma la comunità medica e i pazienti non sempre vi si rivolgono durante la fase di recupero da un problema di salute, come ad esempio la polmonite – ha concluso Alessandro Laviano, Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica, Sapienza Università di Roma”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Il Corriere della sera e i suoi articoli sulle badanti a Roma e in Italia

Anche il Corriere della Sera parla di Badanti, una figura ormai indispensabile e fondamentale del nostro Paese e nella nostra città: Roma.

Vi invitiamo a leggere questi articoli che danno uno spaccato veritiero di quanto posso far bene agli anziani questa figura.

Ci sono diverse storie interessanti: anziani che vivono lontani dai parenti, la cui alternativa era vivere in una casa di riposo che invece sono molto più sereni tra le loro mura domestiche o di un’anziana malata di Alzheimer che “rinasce” quando è con lei il figlio piccolo della sua badante. Non tutte sono storie felici, c’è chi ha cambiato più di dieci badanti e chi ne ha, generalizzando, un’opinione negativa.

Fare la badante non è solo un lavoro, ma deve essere una vocazione e solo chi ha esperienza professionale in questo campo da tempo può riconoscere dei segnali che facciano capire che la persona candidata ad un lavoro non ha lo giusto spirito e la indispensabile dedizione.

Per leggere queste testimonianze sulla necessità dell’assistenza e sopratutto sull’affidarla a professionisti del settore clicca qui e qui.