Cooperativa Sociale Sostenerti

Assistenza anziani Roma

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Caregiver e anziani: andare in vacanza non vuol dire abbandonare

Durante l’estate è giusto e necessario anche prendersi una pausa dall’assistenza della persona anziana

In questo periodo estivo le famiglie che si occupano in maniera continua dell’assistenza (totale o parziale) di una persona anziana, così come le badanti che se ne prendono cura, possono sentire più forte la necessità di prendere fiato, di fermarsi un momento per recuperare le energie che – e sono tante – servono per prendersi cura di una persona non più giovane, sia essa autosufficiente o non. Ma questo legittimo desiderio e bisogno può cozzare con un senso di colpa ingiustificato; tuttavia prendersi una pausa significa in un certo modo voler bene alla persona anziana: ci vuole mente lucida, forza fisica e resistenza psicologica per essere un caregiver efficiente, e non concedersi un riposo né la cura della propria salute, significa mettere a rischio anche quella del nostro caro da assistere.
Lo stress eccessivo del caregiver, lo ricordiamo, può portare a rischi e compromissioni gravi per la propria salute; inoltre prendersi un momento di pausa non significa assolutamente dover abbandonare la persona anziana a sé stessa, poiché ci sono soluzioni che possono aiutare le famiglie in questo.

SOGGIORNI BREVI – Può aiutare, ad esempio, l’offerta che spesso propongono case di riposo e strutture assistenziali ad effettuare dei soggiorni a breve termine, non permanenti, i cosiddetti “soggiorni sollievo” ovvero delle soluzioni personalizzate di ricovero o soggiorno in una struttura sanitaria rispetto al proprio grado di autosufficienza. I ricoveri temporanei per le persone non autosufficienti possono rappresentare dei veri e propri ricoveri con assistenza 24 ore su 24 da parte di personale sanitario qualificato.
Ogni struttura e ogni comune hanno dei prerequisiti di accesso differenti, ed è pertanto necessario verificare contattandoli singolarmente.

ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI – Se invece la persona anziana non può essere spostata dalla propria residenza e necessita di un’assistenza domiciliare continua, allora è consigliabile rivolgersi ad un servizio professionale di assunzione badanti per una sostituzione estiva. Può anche succedere che la badante di fiducia, che già assiste la persona anziana, debba assentarsi durante periodo estivo per le ferie: in entrambi i casi ci si può rivolgere a strutture che si occupano di assunzione, selezione ma anche sostituzione temporanea di badanti.

La Cooperativa Sostenerti è da anni specializzata proprio in questo: con professionalità e serietà ricerca e selezione sul territorio romano e della provincia badanti ad ore o conviventi anche per brevi sostituzioni estive. Si viene cioè incontro al bisogno della famiglia di andare in vacanza in serenità e tranquillità, contando sulle competenze dei professionisti del settore inviati dalla Cooperativa.
Sostenerti inoltre monitora l’assistenza periodicamente e gode di un’équipe reperibile anche durante il periodo estivo, ogni giorno.

VACANZE TUTTI INSIEME – Se invece le condizioni fisiche della persona anziana sono tali da consentire una vacanza in compagnia degli altri componenti dalla famiglia, la soluzione migliore è la scelta di case vacanza adatte a famiglie con anziani, nelle quali possono ad esempio essere garantite accessibilità e/o
assistenza medica e infermieristica nel periodo estivo.

SOGGIORNI ESTIVI ANZIANI – Se la persona anziana può allontanarsi da casa e possiede anche un minimo di autonomia, una buona alternativa potrebbero essere i “soggiorni estivi” per anziani, sia proposti dal Comune di residenza, sia privati, in residenze adibite allo scopo: una via di mezzo tra un struttura assistenziale e una struttura per vacanze, dove la persona può godere di un ambiente diverso da quello familiare, in tutta sicurezza. Si tratta di residenze dove la persona anziana può mantenere la propria autonomia, non rinunciando alla propria salute e all’assistenza 24 ore su 24 da parte di infermieri e medici professionisti, ma potendosi rilassare in ambienti climatici favorevoli, dedicandosi magari ad attività organizzate, a fisioterapia e ginnastica dolce.

Fonte: Disabili.com

Povertà. Aumenta al Nord Italia. Colpisce stranieri, anziani e redditi bassi

Nel 2015 l’Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 mln e 582 mila e le persone a 4 mln e 598 mila (il numero più alto dal 2005). L’incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile
negli ultimi tre anni per le famiglie; cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo perché riguarda le famiglie più numerose. In aumento al Nord, in particolare per gli stranieri, la povertà colpisce chi vive in città, gli anziani e i bassi redditi‘.

Lo riporta una nota che spiega: ‘l’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo andamento nel corso dell’ultimo anno si deve principalmente all’aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numersoe. L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%)’.

‘Segnali di peggioramento – prosegue la nota – si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%). L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l’incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare). Si amplia l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata (da 5,2 del 2014 a 6,1%), in particolare se operaio (da 9,7 a 11,7%). Rimane contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,9%) e ritirata dal lavoro (3,%). Anche la povertà relativa risulta stabile nel 2015 in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014). Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti (da 14,9 del 2014 a 16,6%,) o 5 e più (da 28,0 a 31,1%)’.

‘L’incidenza di povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento operaio (18,1% da 15,5% del 2014) – conclude la nota – o di età compresa fra i 45 e i 54 anni (11,9% da 10,2% del 2014). Peggiorano anche le condizioni delle famiglie con membri aggregati (23,4% del 2015 da 19,2% del 2014) e di quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (29,0% da 23,9% del 2014), soprattutto nel Mezzogiorno (38,2% da 29,5% del 2014) dove risultano relativamente povere quasi quattro famiglie su dieci’.

Fonte: Agenpress