Cooperativa Sociale Sostenerti

Assistenza anziani Roma

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“Pronto badante”: sostegno a domicilio agli anziani in condizioni di fragilità

Per un anno ha funzionato in via sperimentale soltanto su Firenze e provincia, compreso il Valdarno fiorentino. Ora, alla luce del successo del progetto, è stato esteso a tutta la regione. È “Pronto Badante”, promosso dall’assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, un progetto che mette a disposizione delle famiglie toscane un servizio di sostegno rivolto alla persona anziana nel momento in cui cominciano a insorgere i primi problemi importanti legati alla vecchiaia, tali da mettere la persona in condizioni di fragilità.

Dal 1 giugno “Pronto badante” sarà attivo anche nel territorio del Valdarno aretino. Il progetto sarà coordinato sul territorio dalla Cooperativa Giovani Valdarno, che curerà la gestione di tre sportelli territoriali: a Montevarchi presso il centro polivalente “La Bartolea”, aperto giovedì 9 giugno; a Bucine presso la Rsa Fabbri Bicoli, mercoledì 1° giugno; e a Terranuova presso la Rsa di piazza Unità Italiana, venerdì 3 giugno.

Il principale canale di accesso al servizio resta il Numero Verde 800 59 33 88 (attivo da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle 18 e il sabato dalle ore 8 alle 13). Risponde un operatore che fisserà un intervento direttamente presso l’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendo così un punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con un badante.

Gli anziani che vivono soli o in famiglia, per poter accedere al servizio, devono avere almeno 65 anni; essere residenti in Toscana; trovarsi per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio; non avere già in atto un progetto di assistenza personalizzato con i servizi territoriali; non aver già stipulato un contratto di assistenza familiare con un badante.

Una volta contattato il Numero Verde, la richiesta viene inoltrata ad operatori autorizzati che si recheranno, entro massimo 48 ore, presso l’abitazione della persona anziana, alla quale potrà essere erogato un buono lavoro (voucher) di 300 euro, una tantum, per coprire fino a un massimo di 30 ore di lavoro occasionale regolare di un assistente familiare, per le prime necessità. L’operatore autorizzato assiste l’anziano e la famiglia anche nelle procedure on-line di Inps per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare, e fornisce un breve tutoraggio per aiutare la famiglia e l’assistente familiare nelle prime fasi dell’attivazione del rapporto.

Fonte: Valdarnopost.it

Badanti senza formazione, corsi in 9 regioni anche a famiglie

Badanti senza formazione specifica ma costrette a somministrare medicine, fare iniezioni, occuparsi della delicata igiene di un anziani quando è costretto a restare a letto: solo 1 su 7 ha competenze di questo tipo e conosce le tecniche di base di cura e igiene. E sono gli anziani stessi infatti che a volte non si sentono perfettamente sicuri nelle loro mani, pur ritenendoli un punto di riferimento essenziale e irrinunciabile nella propria esistenza: uno su tre teme che la propria badante possa commettere sbagli nel dare i farmaci. Una preoccupazione fondata, visto che il 77% delle badanti è di nazionalità straniera e quindi alla scarsa formazione sanitaria si aggiungono gli inevitabili ostacoli correlati a una maggiore difficoltà di comprensione delle indicazioni mediche. Per questo è partito in 9 regioni il progetto SIGG (la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia) per la formazione dei caregiver: badanti e familiari in 12 ore di lezioni e 30 ore di e-learning a distanza, potranno imparare ad eseguire in modo giusto semplici atti assistenziali come un’iniezione, la misura della pressione o della glicemia, la somministrazione corretta dei farmaci, le tecniche di mobilizzazione e igiene dell’anziano. Coordinata dal Professor Paolo Falaschi, Responsabile dell’Unità di Geriatria dell’Ospedale Sant’Andrea – Sapienza Università di Roma, l’iniziativa è frutto di uno sforzo multidisciplinare che ha coinvolto la Sezione Nursing e i Presidenti delle Sezioni Regionali della SIGG ed è già attiva in Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo, Molise, Calabria, Sardegna e Lombardia. “I corsi SIGG sono pensati per loro, ma anche per tutti i familiari che si trovino a prestare aiuto ad anziani non più autosufficienti” sottolinea Nicola Ferrara, presidente SIGG.

In questo contesto, la Cooperativa Sostenerti, assicura il massimo della accuratezza nella selezione di personale qualificato e/o laureato per la sicurezza e la salute dell’assistito e la tranquillità della propria famiglia.

Fonte: Ansa.it

News dalla Capitale. Il Municipio VIII a sostegno degli anziani

Uno sportello a sostegno di tutti quei cittadini afflitti da episodi di usura e due servizi rivolti esclusivamente agli anziani, di cui uno di natura sanitaria e l’altro di natura sociale. Sono fra le principali iniziative che il Municipio VIII ha lanciato nella prima metà del mese di maggio 2016, per far fronte ai problemi dei residenti (e non solo) della zona sud della Capitale, area che comprende quartieri come la Montagnola e Grottaperfetta.

MUNICIPIO VIII: SPORTELLO ANTI-USURA
Quella dell’usura e del racket è una piaga sociale che mette in ginocchio ogni anno migliaia e migliaia di persone, in Italia come nel resto del mondo, ed uno fra i principali motivi di suicidio (in questi anni di crisi di casi come questi se ne sono registrati tantissimi). Proprio per questo il Municipio VIII ha deciso di aprire uno sportello, un punto informativo di ascolto per dare voce a tutte quelle vittime di questo fenomeno quantomai rognoso. Lo sportello è attivo ogni venerdì mattina (9,00-12,30) all’interno della sede istituzionale del Municipio alla Montagnola (via Benedetto Croce, 50), totalmente gratuito e a disposizione del cittadino. Il tutto grazie al protocollo d’intesa che la Giunta ha siglato con l’Associazione Observo Onlus. Soddisfatto il Presidente Andrea Catarci: “Quella dell’usura è una piaga sociale in aumento, nei confronti della quale proviamo a dare una piccola ma concreta risposta offrendo aiuto ai cittadini”.

LA PREVENZIONE SANITARIA
Ma le iniziative del Municipio non finiscono qui. Sì, perchè la Giunta guidata da Catarci ha attivato un altro servizio con la speranza che possa rivelarsi utile ed efficIente. Tale servizio si rivolge alla classe della terza età e riguarda la prevenzione sanitaria che sarà gratuita per tutti gli anziani. Una prevenzione che sarà possibile effettuare con screening cardiologico, diabetologico, angiologico e per i casi di osteoporosi. Dove? In un camper attrezzato allo scopo con la presenza di medici specialisti volontari si alterneranno fra loro. Il mezzo raggiungerà i vari centri sociali per anziani al fine di sottoporre volontariamente e gratuitamente agli esami preventivi. Anche qui, per realizzare il servizio, c’è voluta la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Rotary Club Roma Appia Antica, che si propone di analizzare le patologie cardiovascolari, osteoarticolari, metabolico nutrizionali e neuropsichiatriche. Il servizio sanitario sarà operativo a partire da settembre ma già da giugno sarà possibile partecipare alle attività nei primi tre centri anziani coinvolti, il Pullino, il San Michele e il Vasca Navale. Centri anziani che saranno anche luogo in cui poter sostituire e rinnovare le proprie tessere elettorali e le proprie carte d’identità, senza costi aggiuntivi e con estrema semplicità. Questa novità rientra fra le iniziative del Municipio di Catarci che, insieme a Dino Gasparri, Assessore alle Politiche Sociali, spiega la prassi: “Le foto, necessarie per le carte di identità, potranno essere scattate direttamente presso il Centro Anziani dove saranno anche raccolti gli estremi da inserire sui documenti: data e luogo di nascita, altezza, colore dei capelli e degli occhi. Il servizio è possibile grazie alla disponibilità del personale operante presso gli sportelli anagrafici”. Poi sottolinea: “Tutto ciò è la dimostrazione di come all’interno dei nostri uffici ci sia personale generoso, preparato e da valorizzare”.

Fonte: Romadaleggere.it

Anziani più sereni con gli amici a quattro zampe!

Per il settimo anno consecutivo l’Asp della Bassa Romagna ha deciso di puntare sulla pet therapy, visti gli ottimi risultati sia sul versante terapeutico che in ambito di socializzazione, sostegno, svago e animazione. Il rapporto con i cani adeguatamente addestrati e abilitati è stato particolarmente apprezzato dagli anziani, con effetti positivi di diversa natura, dal miglioramento del tono dell’umore e del benessere a quello dell’attenzione e della comunicazione, verbale e non, fino a importanti risultati nell’incremento delle prestazioni cognitive e relazionali dei ricoverati affetti da demenza o malattia di Alzheimer.

“La complessità delle relazioni fra paziente e animali – spiega l’Asp – fa sì che a operare per la buona riuscita del progetto sia un’intera équipe multi-professionale dell’Asp, scelta in base ai piani assistenziali individuali: medico, fisioterapista, infermiere, terapista della riabilitazione, animatore, operatore socio assistenziale e responsabile delle attività assistenziali. Fondamentale è poi il ruolo dell’operatore specializzato in pet therapy affinché la seduta possa raggiungere l’obiettivo previsto per ogni anziano coinvolto”. Nel caso dell’Asp i cani sono guidati da Irene Zamboni, che ha frequentato il master in Terapie assistite e coadiuvate da animali presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Pisa.
A tutta zampa…! coinvolge, oltre alla casa protetta F.lli Bedeschi di Bagnacavallo in cui si è tenuta la presentazione, le altre tre strutture gestite dall’Asp: casa residenza anziani Sassoli di Lugo, centro anziani Silvagni di Voltana e casa residenza anziani Jus Pascendi di Conselice. Il progetto comprende venti interventi di un’ora ciascuno in ogni struttura, partendo da un primo contatto fra l’anziano e il cane coadiuvato dal conduttore in ambienti non medicalizzati, silenziosi, illuminati e accoglienti per favorire comportamenti il più possibile spontanei. I cani si lasciano accarezzare e toccare e sono in grado in questo modo di infondere tranquillità e sicurezza. Comunicano tramite sguardi, gesti e movimenti impercettibili creando all’istante un contatto con l’anziano.

Partner di progetto è l’associazione sportiva dilettantistica Kingdog di Conselice, sostenitore dell’iniziativa come negli anni scorsi il Lions Club Bagnacavallo.

“La terapia assistita con animali, comunemente definita pet therapy, è un’attività aggiuntiva che viene svolta da ormai sei anni nelle strutture per anziani gestite dall’Asp dei Comuni della Bassa Romagna – ha sottolineato il presidente Ravagli –. La vicinanza degli animali, nel nostro caso si tratta di cani appositamente addestrati, tre golden retriever e un labrador, stimola negli anziani particolari ricordi della vita vissuta e provoca reazioni positive difficilmente ottenibili attraverso le terapie tradizionali. Risulta assolutamente positivo il fatto che dalle sedute di pet therapy svolte settimanalmente nelle nostre strutture traggano beneficio anche anziani gravemente compromessi sia dal punto di vista cognitivo che mentale. Un sentito ringraziamento al Lions Club di Bagnacavallo che da anni sostiene economicamente il programma di pet therapy che si svolge nella casa protetta F.lli Bedeschi”.

Fonte: Ravenna24Ore

Giovani disabili consegnano l’acqua a casa agli anziani soli.

MERATE (Lecco) – Far consegnare agli utenti del Centro diurno disabili di Merate l’acqua a casa agli anziani soli segnalati dai servizi e seguite da Auser Filo d’Argento Meratese. È l’idea alla base di “AcquaViva”, progetto il cui obiettivo è integrare le persone disabili che frequentano il Centro diurno attraverso un’attività di cittadinanza attiva. “Il servizio è utile per gli utenti e una risorsa per la comunità locale”, dice Silvia Guffanti della cooperativa sociale La Vecchia Quercia che gestisce il Centro diurno disabili (il centro è di titolarità dell’Azienda Speciale Retesalute ed è gestito in co-progettazione con il Consorzio Consolida). “Abbiamo aderito volentieri a questo progetto, coinvolgendo gli utenti del nostro servizio di telefonia sociale – spiega Elisa Mapelli, presidente Auser Filo d’Argento del Meratese – Cinque volontari Auser chiamano ogni settimana circa 400 persone anziane sole in 7 paesi per sapere come stanno, se hanno bisogno di qualcosa, se devono essere accompagnati a visite o in ospedale e quando abbiamo aderito a questo progetto abbiamo chiesto loro se erano interessanti a ricevere l’acqua a casa”.
In un anno sono 15 le persone anziane che una volta alla settimana hanno ricevuto a casa 6 litri di acqua (della Casetta comunale) consegnati da 6 persone seguite dal Centro diurno: in totale nei 12 mesi dall’avvio del progetto sono stati consegnati 1.140 litri di acqua. La spesa dell’acqua è sostenuta da Auser, i mezzi per la consegna e le bottiglie (inclusa l’attività di lavaggio, disinfezione e custodia) sono invece fornite dal Centro diurno che si occupa di coordinare l’attività e della consegna. Oltre a Centro diurno disabili di Merate Azienda speciale Retesalute e cooperativa La Vecchia Quercia, il progetto coinvolge anche il Comune di Merate, che si occupa di individuare potenziali utenti e volontari, associazioni del Terzo settore e privati cittadini che collaborano nella consegna dell’acqua.

Essere considerati non solo come disabili ma come persone adulte con la possibilità di integrarsi con chi vive accanto a loro. È il desiderio manifestato sia dagli utenti del Centro diurno che dalle loro famiglie. “Riflettendo sulle potenzialità che un servizio semi-residenziale può avere per il territorio, il Centro diurno ha iniziato a sperimentare la possibilità di essere una risorsa per la comunità locale”, spiega Guffanti.

Il progetto “AcquaViva” non è il primo che il Centro porta avanti per mettere le competenze di cui dispone al servizio dei bisogni della comunità di appartenenza. Da anni, ad esempio, un gruppo di ospiti insieme a operatori e volontari del servizio effettua attività di volantinaggio a Paderno d’Adda: ogni settimana ritirano i volantini di diversi eventi presso il Municipio e poi li distribuiscono ai commercianti (una ventina) delle vie centrali del paese. Negli anni scorsi, un gruppo di utenti (sempre con operatori e volontari) ha ritirato e consegnato la spesa a casa di alcune famiglie di Merate. Nel 2015, inoltre, è stata avviata un’attività con il Comune di Robbiate per la manutenzione e la pulizia periodica del parco di Villa Concordia: il lavoro consiste nel mantenere sgombri da sassi e foglie l’area riservata ai giochi per bambini e raccogliere i rifiuti abbandonati negli spazi antistanti al bar. Il Centro diurno disabili è un servizio semi-residenziale attivo sul territorio da 30 anni e si rivolge a persone con gravi disabilità di età compresa tra 18 e 65 anni: garantisce loro prestazioni socio-sanitarie integrate e predispone progetti individualizzati per rispondere ai bisogni sanitari, assistenziali, riabilitativi ed educativi.

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