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Assistenza anziani Roma

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Il Corriere della sera e i suoi articoli sulle badanti a Roma e in Italia

Anche il Corriere della Sera parla di Badanti, una figura ormai indispensabile e fondamentale del nostro Paese e nella nostra città: Roma.

Vi invitiamo a leggere questi articoli che danno uno spaccato veritiero di quanto posso far bene agli anziani questa figura.

Ci sono diverse storie interessanti: anziani che vivono lontani dai parenti, la cui alternativa era vivere in una casa di riposo che invece sono molto più sereni tra le loro mura domestiche o di un’anziana malata di Alzheimer che “rinasce” quando è con lei il figlio piccolo della sua badante. Non tutte sono storie felici, c’è chi ha cambiato più di dieci badanti e chi ne ha, generalizzando, un’opinione negativa.

Fare la badante non è solo un lavoro, ma deve essere una vocazione e solo chi ha esperienza professionale in questo campo da tempo può riconoscere dei segnali che facciano capire che la persona candidata ad un lavoro non ha lo giusto spirito e la indispensabile dedizione.

Per leggere queste testimonianze sulla necessità dell’assistenza e sopratutto sull’affidarla a professionisti del settore clicca qui e qui.

 

 

L’importanza di una badante convivente nei casi di Alzheimer.

Una delle sfide più grandi sfide per una badante è assistere un malato di Alzheimer. In questi casi più che mai, la selezione dell’assistente deve essere  particolarmente accurata e sempre condotta da un professionista.

La prima cosa da fare è rendere l’ambiente il più confortevole e sicuro possibile.

La famiglia deve provvedere a piccole modifiche, anche grazie ai suggerimenti della badante la quale, forte della sua esperienza, sa prevedere situazioni potenzialmente pericolose. La casa dovrà essere ovunque ben illuminata e avere delle luci notturne per non disorientare l’anziano, avere un cancelletto per le scale e il tappetino antiscivolo in doccia, e non bisogna dimenticare di tenere i medicinali in un posto nascosto.

Molti anziani con Alzheimer hanno di frequente la sensazione di vivere in pericolo (generata dallo stato confusionale costante) o dei ladri, anche qui piccole accortezze sull’ambiente possono aiutare: è consigliabile togliere gli specchi quando possibile, non lasciare zone d’ombra, e controllare le immagini che guarda in TV che potrebbero innervosirlo e stressarlo. In questi momenti la badante sarà presente per tranquillizzarlo, senza mai schernirlo, facendolo sentire compreso. A volte si tende a dimenticare che l’Alzheimer porta più problemi di linguaggio che di comprensione, anzi l’anziano è molto ricettivo al tono della voce e al linguaggio non verbale. Urlare per rivolgersi a lui,  gesticolare animatamente  non è il giusto modo per approcciarsi, bisogna sorridere e avere un tono pacato, anche quando fanno cose pericolose, anche quando ai nostri occhi sembrano “capricciosi”. Nei casi di insonnia se le dovute precauzioni non bastassero (non farlo dormire di giorno, fargli fare un po’ di attività fisica)   non bisogna insistere, ma fargli compagnia e rassicurarlo.

Altrettanto fondamentale nel curare un anziano con Alzheimer è una meticolosa routine.

La badante potendosi dedicare a  lui tutto il giorno, lo laverà sempre alla stessa ora e sempre con gli stessi gesti, cercando di coinvolgerlo in modo da associare quel momento a qualcosa di piacevole, suggerendogli una cosa per volta da fare, senza stressarlo.

L’ultimo aspetto su cui è importante soffermarsi è il wandering: il girovagare senza meta tipico di questa malattia in cui gli anziani  non riescono a ricordare la strada di casa. Questo è l’esempio più emblematico di quanto sia fondamentale l’assistenza continua con questa malattia. Se l’anziano tenta di scappare bisogna chiedersi il perché. Spesso non sente altro che un bisogno primario, andare in bagno, mangiare e ma non riesce a ricordarsi come fare. Oppure si annoia a star solo senza essere stimolato e si sente inquieto. E’ buona abitudini comunque avvertire i vicini e i negozianti del luogo, in modo di essere avvisati in caso di wandering.

 

 

Assistenza anziani: come comportarsi quando l’anziano non vuole farsi aiutare?

Nel campo dell’assistenza anziani si incorre spesso in situazioni in cui le  famiglie, avendo compreso la necessità di assumere una badante per il proprio caro, trovano quest’ultimo avverso ad accettare l’aiuto che gli viene proposto.

Abituati ad essere totalmente indipendenti, non vedono di buon occhio un aiuto esterno nella loro vita quotidiana, impauriti dal fatto di dover cambiare la propria routine, oppure per orgoglio non vogliono ammettere di averne necessità. L’anziano non riesce ad accettare, consapevolmente o inconsapevolmente, che ha nuovi bisogni o che non riesce a fare più facilmente quello che ha sempre fatto finora, che sia l’igiene personale, pulire casa  o guidare. I parenti quindi hanno molti timori nell’aprire l’argomento con loro e a volte rinunciano per salvare la pace familiare, questo è sconsigliatissimo sia per il benessere dell’anziano che per la sua sicurezza.

Cosa può fare un familiare in queste situazioni per convincere il proprio anziano che una badante è ormai divenuta necessaria?

Ci permettiamo di dare qualche piccolo suggerimento  su come comportarsi nelle situazioni in cui la necessità di una badante si scontra con il rifiuto di farsi assistere da parte dell’anziano:

 

  • Parlatene solo in momenti piacevoli, di relax, così sarà più facile trovare l’anziano aperto alla discussione.
  • Non imponete da subito una vostra scelta, ma provate a  chiedergli che tipo di aiuto vorrebbe (qualcuno di fisso?  Qualche ora al giorno?), anche se la famiglia non potrà sempre assecondare i suoi desideri, è importante tenerli in considerazione.
  • Coinvolgete tutti i membri del nucleo familiare e gli amici dell’anziano, forse voi da soli non riuscirete a convincerli ad accettare l’assistenza, ma tutti insieme! Provate anche a farli discutere un professionista (un assistente sociale, ad esempio) di cui si possa fidare.
  • Non pensate che sia incapace di prendere una decisione: anche se non è completamente in salute l’anziano ha i suoi desideri ed esigenze, provate a ripetere e semplificare le domande.
  • Non vi arrendete al primo tentativo fallito e riprovateci con dolcezza, ricordate che è per il suo bene.
  • Accordatevi su un compromesso come un periodo di prova con un’assistente domiciliare. Spesso anche i più restii dopo un piccolo periodo di prova si rendono conto che con una persona al proprio fianco la vita diventa più semplice.
  • Ascoltatelo ma apritevi: spiegandogli che è un compromesso che fa vivere meglio tutti, capirà che non è un peso per voi assumere un’assistente ma una soluzione.
  • Non discutete sulle piccole cose, porterebbe soltanto ulteriore stress per l’anziano.
  • Spiegategli come stanno le cose realmente: accettare un’assistenza domestica in realtà porta ad un prolungamento della sua indipendenza e non una limitazione, perché solo così vi potrete permettere di farlo continuare a vivere serenamente nella sua abitazione.

 

La resistenza all’assistenza è una vera sfida, ma coinvolgendo l’assistito nelle decisioni riguardanti la sua vita e la sua salute e spiegando i benefici che porterà una badante, sarete in grado di aiutare i vostri cari a sentirsi più a loro agio nell’accettare un aiuto.

Inoltre, insieme a tutto questo ricordate che i  nostri numeri di telefono (06-64491625   e  328-7023754) sono attivi 24 ore su 24 e che siamo sempre ben disposti a fornire una consulenza gratuita per ascoltare i vostri problemi e cercare insieme la soluzione più adatta.