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Assistenza anziani Roma

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Video de Le Iene sulle badanti e alcuni consigli su una migliore assistenza anziani.

Cari lettori, vi invitiamo a guardare questo servizio de Le Iene incentrato sulle badanti.

Anche se il video mantiene un tono ironico e scherzoso e in alcuni momenti persino un po’ volgare (sconsigliamo la visione ai bambini e ci discostiamo dal linguaggio utilizzato da coloro che hanno girato il video), in realtà ci fa riflettere su quanto sia importante affidarsi a professionisti nella ricerca delle badanti, per non incorrere in situazioni spiacevoli che possono degenerare fino a rendere davvero complicata la convivenza.

L’assistenza agli anziani è un lavoro serio e come tale va considerato; certe situazioni possono essere facilmente evitate, basta affidarsi  a dei professionisti del settore con un personale altamente qualificato che effettuino controlli periodici per assicurarsi che tutto si svolga a dovere e non accadano situazioni scandalose come quelle del video.

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Assistenza,futuro, salute e hobby: un questionario per anziani.

Ci è pervenuto attraverso un sito amico  questo questionario per anziani  predisposto dai Ricercatori del Centro Studi e Ricerche sulle Disabilità e Marginalità (CeDisMa) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il cui scopo è quello di comprendere le esigenze degli anziani dai 65 anni in su e raccogliere le loro richieste ed i loro giudizi nei diversi contesti di vita.

Il questionario è completamente anonimo ed ha come obiettivo  quello sollecitare operatori ed istituzioni al miglioramento dei servizi disponibili per gli anziani.

Invitiamo tutti i nostri lettori over 65 a dedicare qualche minuto a compilarlo. È un piccolo gesto che può servire molto a capire le esigenze e le necessità dei nostri cari anziani.

 

 Clicca qui per il questionario.

 

Piccoli esercizi di mobilità per anziani con l’aiuto di una badante.

Una buona badante che si occupa coscientemente di assistenza anziani è fondamentale per il benessere dell’anziano anche quando si fa riferimento alla sua mobilità articolare. Sono utili quindi dei piccoli accorgimenti che l’assistente domiciliare dovrebbe attuare  per mantenere l’assistito fisicamente attivo e quindi prevenire numerosi disagi, o  anche a migliorare i casi in cui piccoli e normali malanni dovuti all’età cominciano a presentarsi.

Già un semplice esercizio quotidiano riduce al minimo il rischio di cadute e la badante può e dovrebbe aiutare l’anziano in questa attività, controllandolo, scandendo il ritmo dell’esercizio, sorvegliando che non si faccia male e stimolandolo qualora  fosse necessario.

Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, la badante dovrebbe invogliare e aiutare l’assistito a fargli eseguire piccoli movimenti  con le mani, braccia, gambe e bacino. Una volta in piedi invece,  anche appoggiandosi, l’anziano dovrebbe spostare il peso da una gamba all’altra, eseguire movimenti leggermente più ampi con le braccia e la schiena,  mentre per i più in forma è consigliato l’utilizzo di una cyclette, sempre senza sforzarsi eccessivamente.

Se l’anziano ha già delle difficoltà a camminare, il suo assistente dovrebbe essere presente quando sale o scende la scale, facendo attenzione che si usi la gamba sana, o se c’è un bastone nella discesa usi quella con problemi. Spesso il bastone non viene usato correttamente, anche in questo caso il badante  avendo fatto dei corsi appositi come assistente domiciliare e sapendo come agire, aiuterà l’assistito a tenere una buona posizione, con il braccio d’appoggio ben esteso e le spalle alla stessa altezza.

Una semplice passeggiata all’aperto in compagnia dell’assistente è fondamentale, non solo l’esposizione ai raggi solari è necessaria per la produzione di vitamina D che serve a mantenere le ossa sane e robuste, ma anche delle notevoli ripercussioni sul benessere generale dell’anziano, migliorando la sua qualità della vita.

 

L’importanza dell’assistenza agli anziani per combattere la depressione nella terza età.

Una riflessione a noi cara riguarda quanto l’assistenza anziani e il ruolo delle badanti, possano influire sulla depressione della terza età, un momento in cui la nostra mente risponde con frustrazione, rabbia e tristezza alle incapacità del corpo, alla mancanza di autonomia o anche semplicemente alla solitudine.

La depressione è una patologia grave e anche se oggi sembra scontato dire questo, si è ancora restìi a curarla seriamente.

Le prime difficoltà si hanno nel riconoscerla:  se i parenti dell’ammalato non vivono insieme al proprio caro raramente avranno una visuale completa del suo stato d’animo oppure vedranno i sintomi come normali peculiarità della terza età  (problemi di memoria, confusione, difficoltà di socializzazione, la perdita dell’appetito, l’insonnia e l’irritabilità).

Tra questi si può notare come manchi la tristezza, non perché non ci sia, ma si è notato una maggiore resistenza nell’anziano a manifestare questo stato d’animo, e questo disorienta le persone che lo circondano.

Le cause della depressione sono molteplici: prescindendo gli ovvi fattori biologici è importante soffermarsi su quelli sociali e psicologici. La terza età viene vissuta senza progettualità, dati anche i veloci cambiamenti tecnologici, e in isolamento, proprio durante una grande quantità di eventi importanti per l’individuo come la pensione, un lutto o l’infermità.

Quello che si dimentica è che la vecchiaia non è una malattia, è una fase della vita come le altre e ha bisogno di stimoli continui per essere vissuta bene. Gli stimoli forse non saranno quelli di un tempo ma sono fondamentali comunque, che sia raccontare una storia o ascoltarla, una partita a carte, fare qualcosa insieme ad altri e non passivamente, indicano la giusta strada per reagire alla malinconia ed a parere nostro, sono alcune tra le armi più efficaci per sconfiggere la depressione dei nostri cari.

Avere una persona accanto può aiutare non solo a scorgere in tempo i primi sintomi di depressione ma anche ad affrontarla già nelle piccole cose. L’alimentazione corretta, il coinvolgimento costante, il controllo sull’assunzione precisa dei farmaci rendono fondamentali l’assistenza continua, una persona che sia presente con i doveri quotidiani ma che sappia anche circondare l’anziano di affetto e di considerazione, impedendogli di vivere nei ricordi chiudendosi in se stesso.

La nostra esperienza ci permette di dire che questo tipo di intervento non può e non deve sostituirsi a quello di un medico nei casi più gravi, ma punta soprattutto alla prevenzione e facilita l’approccio alla malattia nei casi più riluttanti ad ammetterla, migliorando il benessere e la tranquillità non solo dell’assistito ma anche dei familiari, perché sapere che chi amiamo è felice porta felicità anche a noi.

 

La situazione dell’assistenza anziani.

Le statistiche parlano chiaro: sempre più famiglie bisognose di assistenza anziani si rivolgono ad un aiuto esterno.
Negli ultimi dieci anni c’è stato un incremento di badanti, sia fisse che ad ore, di ben il 53%.

Questi numeri sono in costante aumento e non accenneranno ad arrestarsi per molto tempo ancora, si stima infatti che per il 2030 ci sarà necessità di altre 500.000 assistenti domiciliari.

Qual è il rovescio della medaglia? Questa corsa alla badante spesso pone in secondo piano la competenza, solo il 14% delle badanti in Italia ha compiuto un percorso formativo adeguato.

Nonostante le statistiche dicano che il 10% degli over65 ha bisogno di assistenza continua per i più basilari compiti quotidiani (l’igiene personale o anche la cura della casa e dei pasti) il contributo pubblico non riesce a coprire tutte le richieste e da ieri, 1 Ottobre, è prevista un’ulteriore diminuzione di ore di assistenza domiciliare, anche per disabili al 100%.

Ad oggi considerando la difficoltà nel reperire badanti referenziate e con attestato sono ancora le famiglie ad occuparsi principalmente della cura dell’anziano sacrificando il lavoro, a volte incorrendo nel licenziamento (una situazione che è stata definita “al limite della costituzionalità”), o presentando le dimissioni per potersi così dedicare interamente alla propria famiglia. Tutto ovviamente si complica quando si tratta di un anziano con problemi di salute cronici, spesso una “semplice” badante non basta, ma c’è bisogno di un professionista con maggiori competenze mediche come veri e propri infermieri o operatori socio-sanitari.

Un altro problema con cui sicuramente qualsiasi famiglia con questa necessità si scontra spesso consiste nel districarsi in un mondo burocraticamente ostico. Per questo anche sono utilissime le Cooperative che nel campo dell’assistenza anziani aiutano a scremare tra le numerose domande di lavoro da parte di badanti, semplificano la vita burocratica delle famiglie e cercano di garantire l’equilibrio e l’armonia tra le due parti, lavorando costantemente a contatto con esse.